Piano B... o piano A? Come dire no a un limbo esistenziale?
Che cosa NON è libertà: delegare il pensare all’IA e rimanere in un’idea di Dio ereditata dalla secolarizzazione
IA e Dio: sembrerebbero due forze uguali e contrapposte, vero? Di certo due colossi più grandi di noi. E noi nel mezzo. Dobbiamo però proprio archiviare l’Antico in soffitta?
Giorni fa ho rivisto un film famoso di John Carpenter dal titolo emblematico e a mio parere sempre attuale: La cosa. Cioè... qualcosa che non si sa come definire. Però esiste. E ruba vita. E’ un film che ho inserito nel palinsesto di Al di là di una trama, soprattutto perché mi ha chiarito la differenza fra antico e storia. I periodi della storia passano. Medioevo, dittatura, Tizio&Caio... non sono più. Ma l’Antico no. Quello sussiste. Si tratta di qualcosa inerente a fondamenta strutturali della vita. Per questo si parla, per esempio, di drammi ecologici.
Molti rifiutano l’idea di un Dio filtrata da una chiesa organizzata, e fanno bene: Dio è Persona. Ma una persona si deve prima conoscerla per poter dire chi è davvero. E se siamo dotati di un testa per pensare sarebbe assurdo non usarla.
Galileo puntò il cannocchiale e vide cose che il sistema chiesa non accettava ma che portavano dritto a quello che Dio ha creato. Ci volle Guglielmo da Baskerville, il personaggio del Nome della Rosa, per arrivare finalmente a svelare il mistero di quelle strane morti nell’abbazia. La verità non esclude affatto Dio, ma rivela di Lui che non abita né nel fanatismo né in una morale spicciola.
All’alba di questo nostro 2026, che è poi solo un anno in avanti nel tempo, come si fa a non dire che il mondo non corre verso il peggio, se persino una signora a St. Mark’s mi ha detto “non sono convinta di quella certa preghiera, perché l’uomo non cerca la pace...”? Brava. Ha centrato il punto. E’ il DOVE si sta andando a preoccuparci tutti.
A volte ho come l’impressione che dopo tanti secoli il predominio maschile stia collassando. Noi donne proponiamo un modo alternativo di pensare e sentire che si fa sempre più strada. Non abbiamo problemi a dirci cosa va o non va. E spesso fra quello che non va saltan fuori mariti e compagni con caratteri che li confinano in una specie di labirinto esistenziale.
Ho notato poi che il mondo del lavoro si sta riempiendo di consulenti… ok: aiutano a vedere nitido in mezzo a tanta confusione. Ma in ambiti che dovrebbero essere il normale equilibrio di persone, e questo dà molto da pensare.
L’Italia ha guadagnato libertà di culto, ma quanto ci ha perso a secolarizzarsi? Troppo! Oltre a distorcere l’immagine di Dio si è fatto strada un altro danno collaterale: quello di screditare i significati profondi. Così si rischia di restare fermi a soluzioni troppo ragionate per essere davvero concrete. Se Mazzini chiamava alla fede negli ideali, oggi la speranza suona come qualcosa di favolistico.
Ogni tanto leggo di chi si domanda dove siano finiti gli intellettuali, o i filosofi. Cioè… quelli che pensano senza l’IA?
Io sono una credente sostenitrice dello stato laico = libertà di scelta. Ma ignorare Dio è tutt’altra cosa. Per l’uomo “evoluto” occidentale il senso della vita starebbe nel seguire i propri impulsi? Lo stiamo già vedendo che “credi in te stesso e NON ce la fai”. Sarebbe questa la leadership?
Viviamo in un mondo non sicuro che da sempre è terra di passaggio. Bastano leggi e costituzioni, spesso approvate non in tempo reale ma dopo anni di dibattimenti, a garantirci un minimo di garanzie? E poi perché un sistema dovrebbe cambiare di continuo? Chi sta decidendo per noi?
Nel frattempo siamo sempre qui a domandarci come essere davvero liberi... se esiste ancora un angolo dove poter essere davvero noi stessi senza timore di finire preda del male...
Gioverebbe senza dubbio decidere di puntare l’attenzione verso tutto quello che risveglia il senso della bellezza, che ci fa ritrovare il coraggio di rincorrere un sogno o un ideale, tornare a provare meraviglia e speranza. Via il telegiornale. Benvenuta creatività. Non sono favole. Il regno di Dio NON è di questo mondo. Le storie bibliche non sono un mito ma rivelazione.
Rivelazione di un Antico che non si potrà mettere in soffitta, anzi: è un terreno rimasto inesplorato e spesso ancora tutto da scoprire, molto oltre l’etica, la devozione o le battaglie civili. C’è un senso più alto, uno scopo che traccia la strada verso l’unico piano A possibile: Via, Verità, Vita (anzi, pure meglio: LA Via = una sola, certa, senza rischio di perdersi).
Noi italiani quanto abbiamo da recuperare... Il legame con la nostra terra, un’identità di cui andar fieri. Spogliarci di una religiosità passiva. Rifiutare un concetto elementare di esperienza.
Mi piacerebbe poter dire che siamo liberi di scegliere se crederci o meno a una vita eterna. Invece temo che non ci sia proprio nessun piano B. Dio non ha creato la terra perché finisse tutto in miseria. E’ vero però che ci vengono domande troppo alte per risposte veloci. E allora bisogna spingere di più. Cercare, investigare.
Vi lascio coi Nomadi che cantano la leggendaria Vagabondo, segno di un Antico che non è mai morto. Mentre da oggi aggiungo una risorsa utile a capire di Vangelo.
Solo così si potrà arrivare (finalmente!) a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle.



